Non si capisce perché – o forse sì – tutto quello che fa il Milan dal post-calciopoli in poi debba essere costantemente sminuito. Domenica su Sky Calcio ho assistito ad uno dei più scandalosi commenti di parte mai visti di una partita di calcio: il suo fautore? Massimo Ambrosini. Il numero 23 – che non si è lasciato bene con la società – non ha fatto altro che minimizzare, minimizzare e minimizzare qualsiasi cosa hanno creato i nostri durante la gara: un primo tempo terminato 2-0 era descritto come equilibrato ed il risultato bugiardo, un dominio ancora più netto nei primi 15′ con il risultato di 3-0 lo ha portato a dire da lì alla fine che il Verona non meritava un passivo così pesante. Fino all’uscita – immediata – dopo il gol dell’1-3 “meritato”, quasi come fosse una liberazione, un qualcosa che sporcava una grande prestazione in trasferta.

Diciamoci la verità: se sul campo dell’Hellas avessero passeggiato – perché è questo che succede quando dopo 60′ vinci già per 3-0 – Roma o Juventus avremmo letto i peana della stampa. Avremmo letto di Sabatini re del mercato, di Juventus dei record, da triplete, di progetto Roma o di grande Garcia. Il Milan no: il Milan è costantemente dipinta come una squadra da metà classifica che se vince è quasi per caso – peccato che alla prova dei fatti, negli ultimi anni, a metà classifica ci sia arrivata una volta sola. Pensate a quante c…ate abbiamo dovuto sopportare negli ultimi mesi – un breve recap: Honda scarso, Honda che gioca per lo sponsor, Honda oggetto di Marketing, Taarabt rimpiazzo di Biabiany, #weareparametrizero, caso Rami che non gioca perché ha rifiutato la cessione, Alex peggio di Vidic: l’affare l’ha fatto l’Inter, caso Bonera che gioca perché è amico dell’allenatore, Inzaghi succube della società, Cristante nuovo Albertini il Milan non ha un progetto, Darmian ceduto troppo presto, Aubameyang lasciato partire…

Non immaginate nemmeno la mia grande soddisfazione per il momento attuale, la mia grande soddisfazione nel vedere queste macchiette derise ed isolate come finalmente meritano. Come ho scritto domenica per tanto, troppo tempo, ci si è barricati dietro la scusa della rosa e dell’organico – prima per difendere un allenatore incapace (a proposito – ho visto pure dei post che rinfacciavano le critiche ad Allegri per quello che sta facendo alla Juve, se non è malafede questa…), poi per difenderne un altro che non sapeva assumersi le proprie colpe nel non saper gestire un gruppo. Il momento attuale del Milan è la principale sconfitta di Seedorf, di chi lo sostiene e di ciò che rappresenta ovvero l’auto-assoluzione da tutte le colpe gettate su soggetti terzi, appunto, i giocatori. Basti vedere il rendimento di Abate ed Honda e, sono sicuro, che anche Montolivo al rientro farà lo stesso: mai stati scarsi, troppo in fretta bollati come tali. 

Inzaghi rappresenta prima di tutto stima, orgoglio, dignità e rispetto – che contrariamente a titoloni messi in giro durante l’estate per arringare i tifosi – si trovano e si comprano anche a parametro zero. Rappresenta fiducia e convinzione nei propri mezzi – valori che chi organizza una campagna mediatica a mezzo stampa per demolire questo club non potrà e non riuscirà mai a comprendere. Inzaghi è stato per il momento più forte anche dei tifosi stessi che lo hanno attaccato sin dal primo momento e gli hanno rinfacciato errori con la stessa solerzia e celerità con cui coprivano quelli di Allegri – nel momento in cui delegittimi un allenatore per un cambio sul 3-0, a partita chiusa, come se su quel risultato ci si fosse trovato per grazia divina e copri cose come Emanuelson trequartista o Yepes riserva di Papastathopulos la tua non è critica, è malafede.

La disperazione nei loro volti si vede e si legge ad ogni post, ogni risposta, ogni tweet. Un’estate a lanciare battutine su “entusiamo” li ha logorati, i primi risultati hanno fatto il resto. E se la miglior partenza del post-calciopoli è frutto di casualità ce ne faremo una ragione: per la prima volta la squadra gioca, diverte ed ha alternative valide in porta, in difesa, a centrocampo ed in attacco. L’obiettivo del terzo posto è forse riduttivo ma è un punto di partenza importante per la prossima stagione: da un quarto posto è nato il ciclo di Ancelotti, da un terzo lo scudetto 2010-11 (che sarebbe stato pure bissato, l’anno successivo, se non fosse stato deciso a tavolino che dovevano vincere altri). Speriamo che continui così: noi a fare punti, loro ad esaltare la Roma comparandola col Milan (sì, ho letto pure comparazioni tra Milan-Chievo e Roma-Chievo al limite dell’allucinante), ad esaltarsi per il primo assist di Cristante contro l’Albinoleffe portoghese o giù di lì (fa niente se poi in Champions gioca 45′, esce e prende due, su dieci), a sperare ogni volta che la squadra perda, a continuare con le battutine sull’entusiasmo e a creare ogni volta casi su chi viene mandato in panchina. Il cadavere del nemico, sull’altra riva del fiume, sta finalmente arrivando.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.