Finalmente volgono al termine queste due settimane di astinenza dalla Serie A. Il Milan si avvicina a Verona in un clima insolitamente disteso e sereno, con una squadra compatta intorno al proprio allenatore e il recupero di quasi tutti gli infortunati (a parte i lungodegenti Mastour e Montolivo). Troppo bello per essere vero, troppo bello per essere accettabile per chi ama speculare sull’ambiente rossonero e ricavarne un aumento di copie, audience o visitatori. Ed ecco che si parte a montare il caso ad arte: un’osservazione di El Shaarawy sul poco spazio concessogli in queste ultime giornate diventa un caso da prima pagina, il “mal di pancia di un campione immenso dimenticato dal cattivo Inzaghi” o altre amenità del genere. Ovviamente, quest’onda è cavalcata anche dai soliti noti, che urlano quello che certa stampa vuole, in malafede, fare implicitamente intendere. 

Da un lato c’è da fare una precisazione: se El Shaarawy è in panchina, questo non vuol dire che sia diventato improvvisamente un brocco, o che Inzaghi non abbia alcuna considerazione di lui. Fosse così, non lo userebbe certo come arma in più a partita in corso, ma lo lascerebbe a marcire come il Mexes di turno. Semplicemente, negli equilibri tattici del Milan di queste settimane (gli equilibri tattici sono, per loro stessa definizione, fisicamente instabili, ergo possono cambiare di partita in partita), i vari Honda, Menez o Bonaventura stanno rendendo di più se schierati dall’inizio. Ma non è di moda dirlo, in particolare in certe frange della nostra tifoseria, perché i primi due sono arrivati a parametro zero, e dunque da considerare scarti e reietti, mentre Jack, che continuo a considerare un esempio per la nuova mentalità del Milan di Inzaghi, è malvisto da taluni perché i soldi per il suo cartellino sono arrivati dalla cessione di Cristante.

Dall’altro, mentre viene amplificata la notizia della probabile panchina del Faraone, la Juve non convoca Vidal e nessuno sembra accorgersene. Anzi, i pochi che ne parlano si affrettano a precisare che è “semplicemente una questione di forma” e che “non è un caso, né una punizione”, dimenticandosi della sua esclusione due settimane fa e della notte brava di qualche giorno prima, e del fatto che, dopo la mancata cessione in estate, il cileno sia il lontano parente di quello ammirato fino a poco prima del Mondiale. Pensate se fosse successa una cosa del genere con protagonista Balotelli, o un qualunque giocatore in qualche modo collegabile al Milan: in quel caso fa notizia anche un minuto di ritardo all’allenamento, o un parcheggio sbagliato di qualche millimetro. Il caso Vidal, invece, è circondato da un assordante silenzio. Sia mai si destabilizzino.

P.S. El Shaarawy si è lasciato sfuggire il termine “incazzatura”. Meglio: al Milan, in questo momento, abbiamo bisogno di giocatori – in un certo senso – incazzati, se vogliamo lottare per i traguardi che ci competono.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.