Se c’è una cosa che proprio non riesco a sopportare, e penso di non essere il solo, è la critica gratuita per partito preso. Critica che solitamente parte da gente che si autoelegge Dio del sapere milanista, e che non ammette l’errore. Premessa: allo stesso modo io detesto chi difende a priori, sia chiaro, il baciaculismo non fa per me, nè per voi, son sicuro.

Purtroppo l’informazione rossonera su internet ormai tende a dividersi in due schieramenti: chi difende a spada tratta da un lato, chi spala letame a priori dall’altro. Mi chiedo: è difficile limitarsi al tifare, sostenere, ma allo stesso tempo criticare cosa non va, prenderne atto, e insieme elogiare ciò che invece funziona? Se mi perplime l’insistere su Bonera titolare, ma mi piace l’atteggiamento che sta avendo Inzaghi, non sono libero di dire che credo in Pippo ma vedo che deve migliorare tanto? Non si può tifare ed essere vicini alla squadra senza venire additati di essere dei lecchini? Allo stesso tempo, non si può fare una critica costruttiva senza sconfinare nell’odio becero e meschino? Perchè se il Milan fa pietà nei primi 45 minuti contro il Chievo devo gettare letame e non ammettere che poi nel secondo tempo tolto qualche errore individuale c’è stata una reazione ammirevole? Perchè dobbiamo per forza allinearci a uno stile di pensiero senza essere razionali, giudicare con la nostra testa, tifare incondizionatamente il Milan, criticarlo, amarlo, ironizzare, gioire, piangere, porconare e quant’altro? Perchè se dico che Menez, allo stato attuale, è stato un acquisto dellamadònna allora allo stesso tempo devo sentirmi dire di essere un lecchino di Galliani o un tifoso idiota? Non posso tranquillamente giudicare caso per caso della gestione Milan? Non posso ritenere allo stesso momento che invece Essien sia un bidone e certi prolungamenti di contratto sono inspiegabili? Non posso criticare la poca progettazione in sede di mercato ma allo stesso tempo arraparmi per Bonaventura che corre, salta, dribbla, segna, assiste e allo stesso tempo sciorina un italiano corretto che neanche Umberto Eco?

Per me tifare significa questo. Significa esserci sempre, nel bene e nel male. E distinguere tra essi, senza gruppi di appartenenza, senza partiti presi. Il web, il tifo, così sarebbe un posto migliore.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)