Lo ammetto, lo riconosco. Io, nel valutare il Pippo Inzaghi allenatore potrei essere un pochettino “biased”, come dicono gli inglesi. Ma sono tante le gioie che Pippo mi ha dato quando giocava (chi non si è emozionato dopo la doppietta al Real Madrid o il gol al Novara), che mi riesce difficile trovare qualche difetto al Pippo allenatore, anche se inizio a leggere da qualche giorno che ne starebbe combinando più di Bertoldo. Mi sento un po’ come quelli che cercavano la lettera nel romanzo di Edgar Allan Poe: prima non la trovo per poi scoprire che era li davanti agli occhi di tutti. Ecco, la lettera del Pippo Inzaghi incapace di allenare non l’ho ancora trovata (e francamente spero di non trovarla mai), ma vedo che qualcuno lo ha già fatto.

Di sicuro l’Inzaghi allenatore non ha usufruito dei classici 100 giorni di luna di miele che si danno a tutti quelli che iniziano in un posto di comando. Che poi dico, glieli abbiamo dati persino a Letta i 100 giorni, non glieli vogliamo dare ad Inzaghi? Invece no, leggo che Pippo sembri già inadatto ad allenare il Milan. Certo, lui paga un po’ lo scotto di essere arrivato dopo un estate di “unità di intenti” e di “rinnovato entusiasmo”, con le ripetute visite a Villa San Martino. Inoltre, non ha avuto il vantaggio di poter essere confrontato con la squadra straziante di Allegri, ma con il Milan frizzantino di Clarence Seedorf, arrivato ad un gol di Brienza dalla qualificazione in Europa. Ma cosa gli viene rinfacciato? Dall’essere uno yes-man del presidente (che poi provateci voi a non essere uno yes-man con Silvione) fino ad essere protetto dalla stampa (per le sufficienze sulla Gazzetta con la gobba e l’Empoli). Beh, secondo me la questione è un’altra: alla voce “panchine nelle leghe professionistiche”, Inzaghi deve scrivere 5. A me, che non abbia ancora tutti i meccanismi oliati, sembra quasi fisiologico.

Innanzitutto bisogna considerare le condizioni di partenza, dallo scudetto del 2011 la squadra (per vari motivi) è stata smantellata. Poi l’ultima stagione ha lasciato le macerie sia sul piano tecnico, per via di Allegri, sia su quello del gruppo: con lo spogliatoio diviso in Seedorfiani e anti Seedorfiani. Dovendo cercare un allenatore che non costasse troppo (no Conte, no Spalletti), che fosse milanista vero (con gli esperimenti del physique du rôle abbiamo già dato, grazie) e che scaldasse un po’ gli animi di una tifoseria delusa (Donadoni pecca di carisma, diciamo), la scelta è ricaduta su Inzaghi: caldeggiato da Galliani e ben visto da Berlusconi sembrava la scelta giusta. Poi, nei giorni del Condor, la squadra viene modificata sostanzialmente, soprattutto in attacco: via Balotelli (ahi), dentro Torres e Bonaventura. Nonostante cambino gli interpreti, Pippo non cambia modulo: si prosegue con il 4-3-3 che viene presentato alla prima a San Siro con la Lazio. Ci si aspettava di fare una fatica immane e invece la squadra fa la partita più divertente dell’ultimo anno e si vince 3-1. L’idillio prosegue anche a Parma, in cui il partitone in attacco basta e avanza per cancellare le perplessitá mostrate in difesa ed eccoci arrivati alla partita con la Giuve, appaiati in testa alla classifica. E invece, paf, la gobba ci purga e poi non si riesce a vincere in casa dell’Empoli e del Cesena. Apriti cielo: iniziano a volare le critiche sull’allenatore.

Dico subito l’unica cosa in cui sono d’accordo con i critici: Bonera. Inadeguato, soprattutto avendo a disposizione altri centrali migliori di lui (si, pure Mexes in versione “pacchetto di cicche arrotolato nella manica” è meglio). Sicuramente in fase di impostazione puó essere meglio di Rami e Zapata, ma gli svarioni lo rendono più dannoso che utile. Le altre scelte mi sembrano tutte quantomeno giustificabili. Il giocatore piú in forma è Menez, che va schierato peró centrale, da falso 9 o trequartista (alla Roma faceva l’ala, ma li in mezzo c’era Totti) altrimenti non incide come nel primo tempo di Empoli. Sulla sinistra Bonaventura è stato sempre tra i migliori quando ha giocato, mentre El Shaarawy (purtroppo) è incappato di nuovo in un infortunio ad inizio stagione. Sulla destra gioca Honda che, nonostante sembri il meno dotato dei 3 (o 4) attaccanti alla fine è il capocannoniere della squadra.

Presentati cosi è normale che Honda e Bonaventura giochino titolari visto che sono quelli che, tabellini alla mano hanno fatto meglio sin qua. Honda soprattutto è quello che divide di più: in molti lo vorrebbero vedere in panchina. Comunque dopo anni in cui su quella fascia abbiamo visto le biciclette di Robinho io mi tengo stretto il giapponese che mi sembra un giocatore da Ryder Cup (nella gamba sinistra pare abbia un set di mazze da golf,una per ogni occasione, ma anche la velocità di un caddy). Sono convinto che Inzaghi voglia far giocare ElShaarawy e lo ritenga il migliore della rosa, ma al momento sta trovando degli equilibri con degli altri giocatori. Si, perchè la squadra dopo anni di titic e titoc e girala-girala, finalmente ha un idea di gioco: solo tre incredibili errori individuali hanno impedito di ottenere di più.

Sicuramente c’è da migliorare, ma bisogna essere fiduciosi. Inzaghi allenatore sta dimostrando buonsenso ed una tendenza a non fare il passo più lungo della gamba che fa ben sperare. Sono convinto che con il tempo sono convinto che incastrerà tutti i pezzi e riuscirà a far giocare insieme tutti i migliori (Bonaventura centrocampista alla Di Maria?). Nel frattempo i risultati sono dalla sua parte con la classifica migliore di tutte quelle che sono arrivate davanti l’anno scorso (Juve e Roma a parte). Nella speranza di non trovare mai quella lettera, come nel racconto di Poe.

Posted by _emmegi