E ora dove sono finiti? Dove sono finiti quelli che per tutta l’estate hanno scritto battutine sul presunto acquisto di “entusiasmo”? Dove sono finiti quelli che prendevano in giro Menez, definendolo uno scarto del PSG? Dove sono finite le sciarpe #weareparametrizero? Partite due, punti sei. In vetta insieme a Juventus e Roma. E se ora “sono solo Lazio e Parma” prima “faremo un punto nelle prime tre partite, se va bene”.

In uno dei due post precedenti scrissi che mi aspettavo quanto successo con la Lazio e confermato a Parma – è giunto il momento di spiegarvi il perché. Il perché è molto semplice: il problema del Milan non è mai stato il mercato – almeno in ottica lotta 3° posto. Il problema del Milan è sempre stato l’allenatore – in particolare un allenatore, quello che affronteremo sabato sera da ex. L’ultimo mercato è ottimo così come è ottimo quello che ha portato tra gli altri Kakà e Matri (e quest’ultimo in questa squadra potrebbe anche dire la sua).

Allegri per questo Milan è stato deleterio: sia per scelte tecniche, sia per le scelte comportamentali. Ha spaccato il gruppo mettendo da parte metà della rosa che non considerava adatta al suo gioco e si è creato 4-5 nuovi fedelissimi senatori – il nostro centrocampo è frutto delle sue scelte scellerate. Seedorf ha fatto praticamente lo stesso con la differenza che gli uomini scelti erano comunque migliori di quelli di Allegri – l’Olandese ha comunque isolato una parte importante dello spogliatoio e tra colloqui privati solamente in compagnia dello psicologo e mail nel cuore della notte a Tassotti il Milan è stato più il punto di partenza della sua carriera che una squadra da voler rilanciare fortemente. In sostanza Seedorf è stato un corpo estraneo che non ha pensato al Milan ma solo a se stesso.

Il Milan di Seedorf finisce col campionato ma era già finito dopo la notte di Madrid. In quella notte il Milan non solo esce dalla Champions League ma si scopre profondamente spaccato in due. Da un lato l’anima italiana che in quella notte soffre l’eliminazione, dall’altro professionisti come Balotelli, Taarabt, Essien (voluto da Seedorf, per quanto necessario) ed Emanuelson che non solo non sono dispiaciuti della loro orribile prestazione durante quella serata ma se la ridono allegramente. In casa col Parma arriva la contestazione ed il tracollo – Seedorf dimostra incapacità palese nel gestire il gruppo lavandosene completamente le mani e scaricando tutta la colpa sui giocatori. Dopo quella sera arriva la famosa cena di Arcore alla quale è presente gran parte della squadra e si decide l’esonero di Seedorf a patto di non remare contro fino a fine stagione: si ricompone il gruppo anche con gli esclusi dopo la coppa (vedi Taarabt fuori rosa) e si ottiene il minimo sindacale vincendo con squadre comunque più deboli fino al tracollo di Bergamo.

Si ricomincia da zero con due alternative: Inzaghi o Conte. Unay Emery non è mai stato cercato dal Milan – era il nome “in codice” per Antonio Conte che però doveva liberarsi dalla Juve. Agnelli captata l’eventualità non lo ha lasciato libero finché la panchina rossonera non era stata saldamente occupata. Il progetto di Inzaghi è comunque molto simile a quello di Conte: via chi è dannoso per il gruppo (Constant, Emanuelson, Balotelli, Taaraabt – che poteva essere preso l’ultimo giorno di mercato ma è stato lasciato lì per scelta tecnica) o fuori rosa (Mexes, Zaccardo), dentro gente che corre per la maglia. I senatori di Seedorf, su tutti De Jong, non sono stati isolati come nella precedente gestione ma coinvolti e trattati al pari delle nuove leve – un rischio, soprattutto sull’olandese che aveva ricevuto offerte dallo United. Un rischio perché sarà comunque stata un errore la non cessione qualora dovesse partire gratis. Il resto è valorizzazione del parco giocatori già presente – Honda su tutti, un giocatore che solo chi non capisce nulla di calcio poteva scartare così frettolosamente.

Le amichevoli estive sono servite soprattutto a questo: selezionare e fare gruppo. Il fatto che i risultati non siano arrivati (nonostante ci si strappi i capelli ancora per la guinnes cup) non è preoccupante – anzi è pure un buon segno poiché non è stata forzata la preparazione come era stato l’anno scorso per il preliminare. Corsa e pressing alto che nel gioco attendista di Allegri non si è mai visto – il 4° e il 5° gol di Parma, frutto del pressing alto, con Allegri ad esempio non sarebbero mai stati segnati. Dove possiamo arrivare? Ancora non lo sappiamo. Sabato sarà una finale tra noi stessi per capire il nostro livello e se con le gambe si potrà colmare il gap tecnico anche con le migliori: non siamo inferiori a squadre come Lazio, Fiorentina, Inter e forse nemmeno Napoli – almeno quello del preliminare – per cui potremmo giocarci il terzo posto da favoriti. Il problema del gruppo è che il suo equilibrio, come nel caso di Seedorf, è precario – sarà da vedere in maniera più attenta come si comporterà Inzaghi alla prima scelta o alla prima chiamata presidenziale. E in questo era importantissimo partire bene – perché per una squadra umorale come oggi è il Milan la partenza poteva segnare la stagione in un senso o nell’altro: senza le prime vittorie del 2011-12 non avremmo visto la Juventus di Conte vincere il titolo. Il resto lo faranno i tifosi che coi vuoti e i mugugni di San Siro hanno sul groppone almeno una decina di punti della scorsa stagione.

Non facciamoci comunque aspettative in un senso o nell’altro – per fortuna il pallone è rotondo e le partite si giocano sul campo: il modo migliore per vivere questa stagione è alla giornata senza troppi problemi o proclami. Alla prima occasione mancata le cavallette torneranno, Inzaghi tornerà un lecchino, Tassotti una spia, i giocatori pippe inadeguate: sono lì, non aspettano altro che tornare. Vedere un Milan vittorioso per due volte per qualcuno è stato un brutto colpo – ma d’altronde si può sempre tirare fuori la storiella delle patenti di tifo o dei carri: è il miglior modo per buttarla in vacca o cambiare opinione ogni mese. E magari, se si perde sabato, spunteranno di nuovo gli Allegriani: in campana, perché quel Parma – Milan 4-5 rappresenterà esattamente la nostra stagione. E tornate a fare le vostre battutine, che per ora portano bene.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.