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Way(ne) to Wembley?

UNITED CORSARO – Apriamo subito con la gara principale del turno, quella che vedeva in campo United contro Chelsea. La vincono i Red Devils, padroni del campo pur giocando di rimessa, contro un Chelsea scialbo e scarso, che sembrava la brutta copia del Milan che tanto abbiamo visto e biasimato. Giocatori vecchi, fermi, assalti lenti contro la difesa schierata e cambi tardivi. Una punta (Torres) che non è ancora stata in grado di segnare UN gol lasciata in campo per 90′, un solo fenomeno (Drogba) a cui ci si aggrappa nei momenti bui. Questo quando giochi contro il miglior allenatore al mondo, uno che cambia sempre formazione ogni partita che gioca non te lo puoi permettere. Non rimpiangiamo Leonardo, di cui parleremo dopo, ma nemmeno Carletto e i suoi fantasmi su un campo da calcio. United che quindi, a meno che il Chelsea non voglia fare come l’Inter di Monaco passa il turno e si proietta verso una semifinale contro lo Schalke 04. E chissà che non siano loro i nuovi “eroi del triplete”.

BARCELLONA FACILE. Forse avevo sopravvalutato lo Shakthar. Fatto sta che il Barça riesce a far sembrare chiunque una squadretta, Real Madrid compreso. Dominata la gara d’andata, con un piede e mezzo in semifinale. La cosa che più colpisce di questa squadra non sono tanto i suoi campioni, il possesso palla che sfinisce l’avversario, ma il numero di giocatori mandati in gol. Nel Barça sono pericolosi tanti, quasi tutti, a partire da Piquè, a segno sabato contro il Villareal, a segno anche ieri. Lui e Thiago Silva sarebbero forse la coppia più forte al mondo in circolazione. La differenza tra questo e altri fenomeni come appunto il Brasiliano o David Luiz è che questo è 100% cantera del Barça. Ah, complimenti allo United, che dopo un’ottima coppa nel 2007-08 (dove aveva fatto vedere quello che sarebbe potuto diventare), non ha voluto credere in lui, rivendendolo al mittente.

REAL, UNA FORMALITA’. Chi è quasi certo di essere in semifinale è il Real Madrid. Umiliato il Tottenham che ha dimostrato di essere qui quasi per un nostro regalo nella gara d’andata. Troppo decisive le assenze da parte nostra, con un Van Bommel che in Europa non è schierabile e un Boateng che a San Siro avrebbe potuto anche fare male, abbiamo ormai la certezza che sarebbe andata diversamente. Segna due gol Adebayor, voluto da Mourinho e finalmente decisivo. Ma i test probanti devono ancora cominciare. Se sarà Barça saranno quattro partite in meno di 15 giorni, in ordine di importanza: 16 Aprile per la Liga Spagnola, ormai chiusa, a Madrid, 20 Aprile a Valencia, finale di Copa del Rey, poi nei due martedì o mercoledì susseguenti la semifinale. Guardiola finora i Clasici li ha sempre vinti tutti. Facesse una memorabile quaterna, entrerebbe nella leggenda.

INTER – MA DOVE SEI STATA? Helsinborgs, Alaves, Villareal. Le hanno già cancellate. A meno di miracoli sportivi l’ultima frontiera si chiamerà Schalke 04. Non una squadra qualunque, ma la più sfigata di Germania. Una che di giornate simili al 5 maggio interista ne ha avute ben due e in una di queste all’inizio del recupero del secondo tempo si trovava campione. Qualcuno pensava che la vittoria col Bayern potesse essere un segno del ritorno della squadra dello scorso anno. E invece l’andata con lo Schalke ha riportato tutti sulla terra. Era un bluff, forse l’ultimo, con gli interisti che chissà quanto avranno maledetto il gol di Pandev. Leonardo arriva alla 6° partita casalinga in Champions con il misero bilancio di due pareggi, con Real e Marsiglia, quando era sulla nostra panchina. Qualcuno ci credeva, ben ignorando che l’anno scorso tutti gli episodi gli avevano detto bene e che quello non era il livello normale di quella squadra. Chapeau a chi aveva criticato il suo gioco già quando era al Milan e a chi gli ha posto l’aut-aut, contro dei tifosi che ormai cecati dall’aspetto politico della squadra e da una società assente lo avevano posto a simbolo della lotta. Questo rivaluta anche la nostra rosa dello scorso anno, da tutti (me in primis) sottovalutata. Con l’inserimento di due campioni e qualche onesto giocatore è bastato un mezzo allenatore per essere in testa con più punti del Dio di Setubal. La causa del calo dell’Inter è una sola, ed è la stessa che avevo indicato già a gennaio. Pessima gestione delle energie fisiche, ora ridotte a un lumicino. L’Inter non vale 2,40 punti a partita (o quello che è). Finché i giocatori hanno giocato ogni tre giorni hanno comunque mantenuto l’abitudine alla partita a livelli alti. Con la sosta, proprio all’inizio della parabola discendente (Brescia – Lecce) il calo fisico che proprio il Milan dello stesso Leonardo aveva in queste stesse partite è inevitabile. E chissà come sta godendo, in questo momento, Rafa Benitez. Lui 8 gol in due partite, non li avrebbe mai presi.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.