La tanto pubblicizzata (da Sky) finale di Champions 2014-2015 non va alla Juventus di Allegri parecchio pompata dai media. Si impone il Barcellona per 1-3, in quello che secondo qualcuno doveva essere il replay della vittoria azzurra del 2006 in questo stesso stadio di Berlino.

Purtroppo, però, la sovraesposizione mediatica da sola non basta a rendere una squadra forte come quell’Italia. I bianconeri hanno lottato per 90′, e per gran parte della gara sono rimasti aggrappati con i denti al Barça, anche picchiando un po’ più del consentito quando serviva, ma alla fine gli interpreti blaugrana si sono confermati superiori. Il gol di Rakitic dopo appena 3 minuti e rotti -capolavoro del tiqui-taca 2.0 di Luis Enrique- avrebbe potuto abbattere la Juventus, che invece è rimasta in carreggiata. Tante le parate decisive di Buffon, e poi il gol che rischiava di buttare tutto all’aria, con Morata bravo a infilare il tap-in su un tiro di Tevez deviato da Ter Stegen. I bianconeri attaccano, poi arriva la svolta della partita: un minuto dopo un intervento molto, ma molto sospetto su Pogba in area, arriva l’1-2 catalano in modo del tutto simile al pari, fuga di Messi, tiro e gol di Suarez sulla ribattuta. Da qui in poi si sfalda l’attacco bianconero -nel mezzo anche un gol giustamente annullato a Neymar- e nemmeno i cambi bastano alla Juve per pareggiare. Il Barcellona perde tempo, il recupero si allunga a dismisura e al 7′, sull’ennesimo contropiede, è Neymar a chiudere i conti. 3-1 e la quinta Champions approda in Catalogna.

Aspettiamoci una marea di scusanti, adesso, da certa stampa e da certa tv. Dopo le telecronache Mediaset di quest’anno -Mediaset chiaramente filomilanista, ovvio- per cui i classici fischi agli avversari diventano “fischi di paura” quando gioca la Juve, e perdere tempo vicino alla bandierina è per paura, non dobbiamo stupirci. Chiellini quasi certamente sostituirà Nedved nella classifica dei rimpianti (“se c’era Chiellini” era un altro titolo papabile per stasera), il sempre valido Maalox non verrà nominato almeno fino alla Supercoppa. Da stasera, comprensibilmente, l’arbitro non sarà più la scusa dei perdenti e il mancato rigore su Pogba -la ruota gira- varrà come alibi per il mancato treble. Dimenticando come i bianconeri sono arrivati in finale: con il pari nella fase a gironi degno di Svezia-Danimarca all’Europeo 2004, valido per il secondo posto, pescando Borussia e Monaco agli ottavi e ai quarti (e con il Monaco di errori arbitrali gravi ce ne sono stati due, uno per partita). Fortunatamente abbiamo evitato un successo in CL da parte di Allegri, che in tanti anche nel campo pseudomilanista aspettavano: il toscano ha in gran parte ereditato la squadra di Conte rinforzata da Pereyra e Morata, e mettendoci il qualcosa in più che ha sempre avuto sulla partita secca.

D’altro canto, abbiamo assistito al ritorno del Barcellona, prima squadra a vincere il secondo treble nella sua storia. Nel 2009 c’era Pep Guardiola, oggi Luis Enrique: entrambi ex grandi della storia del Barça, entrambi cresciuti in mezzo al 4-3-3. Con la differenza che quello che prima ho chiamato tiqui-taca 2.0 è anche in grado di crossare e subisce ancora meno gol. Nel loro cammino PSG (due volte), City e Bayern, un percorso un tantino diverso dai bianconeri. Sesta finale persa per la Juventus, su 8 disputate; un autentico bollettino di guerra non appena si arriva in campo neutro a giocarsi la coppa dalle grandi orecchie. L’ultima finale bianconera era stata Manchester, e tutti sappiamo com’è andata. E speriamo di tornarci presto, lì: va bene godere delle disgrazie altrui (e in questo caso godo moltissimo) ma una notte come Atene o la stessa Manchester è mille volte meglio che stare a guardare gli altri.

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Liechsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra (88′ Coman); Pogba, Pirlo, Marchisio; Vidal (78′ Pereyra); Tevez, Morata (84′ Llorente). A disposizione: Storari, Padoin, Ogbonna, Sturaro.

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Jordi Alba; Rakitic (91′ Mathieu), Busquets, Iniesta (76′ Xavi); Messi, Neymar, Suarez (95′ Pedro). A disposizione: Bravo, Bartra, Adriano, Rafinha.

Marcatori: 4′ Rakitic (B), 54′ Morata (J), 68′ Suarez (B), 90’+6 Neymar (B).

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014