Anche se mancano ancora 5 giornate, di fatto la stagione 2014/15 del Milan può dirsi conclusa. E con essa l’esperienza in panchina della scommessa Inzaghi, oltre ovviamente alla corsa al sesto posto -se mai qualcuno ci sperava ancora-.

L’1-3 senza appello di ieri è l’ultimo capitolo di una crisi iniziata con il nuovo anno e costellata di pareggi e sconfitte contro squadre inferiori per valori e classifica, in cui la squadra aveva rialzato la testa solo nel terzetto di partite contro Cagliari, Palermo e Samp. Tanti giocatori che nelle prime giornate sembravano trasformati sono tornati quelli della peggiore era Allegri, a partire da Abate dalla cui fascia ieri è passato di tutto e di più, passando per l’evanescente Honda partito bene e poi involuto con il resto della squadra, fino alla peggior prova della stagione ieri. Solo Mexes (autore dell’1-2) e Diego Lopez hanno meritato la sufficienza ieri, nonostante il francese abbia poi commesso il fallo per il rigore dell’1-3, e l’unico giocatore che poteva togliere le castagne dal fuoco (Menez) è stato cacciato per somma di gialli al 72′. Genoa che dopo un inizio di girone di ritorno di riflusso è tornato a ridosso dei cugini della Samp e approfittando del pareggio del Torino a Palermo (2-2) e della vittoria della Juventus contro la Fiorentina trova anche il sesto posto.

A lungo dato in bilico nelle ore successive alla partita, Inzaghi è stato confermato, anche perché a 5 giornate dalla fine sarebbe inutile andare a prendere Brocchi impegnato con le giornate finali (e poi la fase a eliminazione diretta, tra un mese) del campionato primavera. Mentre scrivo, non ci sono novità significative sul piano societario: a quanto riferiscono i principali media il summit Berlusconi-Bee, atteso per il pomeriggio della giornata appena conclusa, si dovrebbe svolgere oggi.

Nel resto della giornata, come detto, la Juventus ipoteca il quarto scudetto consecutivo, avendo ormai 14 punti di vantaggio sulla Lazio a 5 gare dalla fine. Martedì il successo dell’Inter a Udine, che tiene aperte le speranze europee di Mancini. Vittorie larghissime per le romane, 4-0 per la Lazio sul Parma, 0-3 per la Roma in casa del Sassuolo: la lotta per il secondo posto è sempre più viva, con un calendario che favorisce i giallorossi ma anche un derby a predominanza biancoceleste alla penultima giornata. Si salva l’Atalanta, che resiste all’assalto del Cesena ed esce imbattuta dal Manuzzi (2-2). Matematicamente salve le veronesi, con il Chievo che batte il Cagliari e il Verona che pareggia a Marassi. Cade, a sorpresa, il Napoli ad Empoli; in una partita che ha visto 3 autogol, con i toscani in vantaggio per 3-0 a fine primo tempo. 4-2 il finale, e le romane respingono indietro di 3 punti fondamentali la banda Benitez.

Risultati 33^ giornata: martedì Udinese-Inter 1-2; mercoledì Cesena-Atalanta 2-2, Chievo-Cagliari 1-0, Juventus-Fiorentina 3-2, Lazio-Parma 4-0, Milan-Genoa 1-3, Palermo-Torino 2-2, Sampdoria-Verona 1-1, Sassuolo-Roma 0-3, giovedì Empoli-Napoli 4-2.

Classifica: Juventus 76, Lazio 62, Roma 61, Napoli 56, Sampdoria 51, Genoa 50, Fiorentina 49, Torino e Inter 48, Milan 43, Palermo 42, Chievo e Verona 40, Udinese ed Empoli 38, Sassuolo 36, Atalanta 32, Cesena e Cagliari 24, Parma (-7) 16. Parma retrocesso in B

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014