Comincia la fase da “dentro o fuori” della Champions League. Da qualche anno la Uefa ha diviso a metà ottavi e quarti di finale, per coprire televisivamente quasi tutte le settimane della primavera; tra le prime partite, ben 3 sulla carta valevano da sole il prezzo del biglietto.

Martedì sera toccava a Shakhtar-Bayern Monaco aprire le danze, e lo 0-0 finale rende l’idea del tatticismo a tratti esasperato che si respirava a Leopoli. Già, perché a causa della guerra gli arancioneri di Donetsk si sono trasferiti nell’ovest ucraino, quasi al confine con la Polonia. Comunque sia, la squadra dell’ex “italiano” Mircea Lucescu è riuscita a fermare il Bayern di Guardiola, che con il rumeno condivide la militanza nel Brescia anche se come giocatore e non come allenatore. I tedeschi hanno rischiato qualcosa sui contropiedi, terminando la partita in 10 per la doppia ammonizione di Xabi Alonso: il loro possesso palla, che a tratti toccava il 75%, si è rivelato fine a se stesso. 1-1, invece, al Parc des Princes, tra il Paris Saint Germain e il cinico Chelsea di Mourinho. I Blues, grazie a questo gol in trasferta, ora sono i favoriti per quello che è il replay dell’anno passato: il Psg attacca e attacca ma a passare in vantaggio è il Chelsea con Ivanovic. Come per l’Atletico l’anno scorso (Simeone e soci faticarono molto prima di dilagare con il Milan) il migliore in campo è Thibaut Courtois, portiere belga finalmente titolare anche in Inghilterra: decisivo in almeno 3 occasioni. Neutralizzato Diego Costa, ci ha pensato il difensore serbo a togliere le castagne dal fuoco al 36′. I francesi aspettano il 54′ per pareggiare, con Cavani, e poi è il portiere dei Blues che salva due volte su Ibra -oltre al gol mangiato da Cavani con un diagonale di poco fuori-.

Mercoledì forse meno affascinante: una gara meno “di lusso” e una quasi scontata. E proprio la seconda, Schalke 04-Real Madrid, non è sfuggita al pronostico. Un secco 0-2 il risultato, che in pratica porta la banda di Ancelotti ai quarti (a meno di rovesci casalinghi per 1-3 o 0-3, diciamo uno 0,1% di probabilità). Partono bene i tedeschi, ma al 26′ i blancos passano con Cristiano Ronaldo. Male gli ex rossoneri Boateng e Huntelaar, ci pensa l’attaccante classe ’96 Platte a impegnare la difesa del Real. Varie incursioni, anche una traversa, fino a quando Marcelo non chiude la partita con una bomba da fuori di Marcelo. Più aperto il discorso qualificazione a Basilea, dove il favorito Porto fatica prima di trovare il gol e passa gran parte del match a inseguire la squadra di casa. Dopo la disfatta di tre anni fa alla prima volta (7-0 a Monaco, dopo un’illusorio 1-0 all’andata) gli svizzeri sembrano aver capito la lezione e passano in vantaggio già all’11’ con Derlis Gonzalez, che si infortuna nell’azione del gol. Il Porto segna un gol con Casemiro, ma viene annullato su segnalazione del guardalinee, per un fuorigioco considerato attivo di due compagni, dopo quasi un minuto di indecisione. Al 78′ arriva però un rigore per mani di Samuel, che Danilo trasforma. 1-1 e discorso qualificazione rimandato al ritorno, al Dragao di Porto.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014