Un perdente di lusso..

Si chiama Al Mubarak, ma non è lo zio di Ruby – solamente un omonimo. E’ il proprietario del Manchester City – quello che finora, dal 1° Settembre 2oo8, ha elargito una marea di soldi per vincere una misera FA Cup e farsi eliminare dal Napoli al primo turno di Champions League. E’ tornato a fare notizia ieri – con un attacco dal giornaletto di famiglia – in cui ha definito il Milan poco seria nel trattare e il Milan non una opzione per Carlitos Tevez. Chiederi al sig. Mubarak come fa a definire seria una società che ha impuntato tutta una trattativa non sul prendere il giocatore ma sull’arrecare una azione di disturbo al Milan al fine di non far chiudere quella trattativa in breve tempo. L’offerta dell’inter è nota a tutti: 25 milioni contro i 24 offerti dal Milan – entrambi con il riscatto a fine stagione. Può un milione di Euro fare così la differenza? Evidentemente per lui sì.

Dopo la favoletta passiamo alla verità – questa trattativa per cui inizialmente mi ero infuriato rimane l’ennesima, geniale, idea di Adriano Galliani. I problemi principali erano infatti due: il disturbo dell’inter e i soldi offerti dal Paris SG. Il primo è stato risolto con il finto ritiro di due settimane fa, lasciando Moratti nelle condizioni ideali per chiudere (hai detto che hai i soldi? Bene, Tevez è tuo – prendi e chiudi), dentigialli non l’ha fatto facendo forse una figura di merda superiore a quella che sta rischiando Galliani. Non c’è infatti trattativa in cui la seconda squadra di Milano non si sia inserita – dimostrando la consueta pochezza di stile avvezza a una società gestita più da un capocurva che da un presidente. Le novità delle ultime due settimane riguardano Caceres e Montolivo, cercati da Juventus e Milan. Per quanto riguarda il PSG è stato fondamentale l’accordo col giocatore – che ha accettato di andare sì in Francia, ma solamente alle proprie condizioni, ovvero quelle di un altro sceicco da spennare.

Perché questa sparata sui giornali quindi? Perché il sig. Mubarak si trova con le spalle al muro: se per quanto riguarda l’art. 17 c’è un “gentlemen agreement” tra i grandi club a non impegnarsi ad usarlo, la sensazione è che se Tevez non sarà ceduto al Milan alle condizioni di Galliani partirà come già accaduto in Italia nel caso Pandev una causa per mobbing al City. Questa frignata in piena regola risulta infatti l’ultimo tentativo di far tornare Inter e PSG al tavolo della trattativa, ma i loro bluff sono già stati scoperti dalla mossa geniale di Adriano Galliani – in particolare quello nerazzurro che oggi per voce di Tronchetti ha dichiarato di essersi ufficialmente ritirato (e questa sarebbe la società seria?). Il City rimane l’ultima persona a poter accusare Galliani di trattare in maniera scorretta – dato che non solo l’ad rossonero ha ricevuto l’autorizzazione a trattare col giocatore ma loro fecero lo stesso con Dida e Gattuso nel 2008 – senza aver peraltro nemmeno ricevuto l’autorizzazione dal Milan e chiedendo il numero 8 rossonero a parametro zero. La prossima squadra dell’Apache sarà quindi rossonera, anche se è da decidere il quando. Nel frattempo ci cauteliamo con Maxi Lopez, il cui acquisto mi lascia alquanto perplesso: vale davvero la pena di tenere in panchina un faraone così?

No non stiamo scherzando, titolone per aver ottenuto il 4° posto

Nonostante questo – immancabile in prima pagina il titolone Gazzetta. La pravda rosea si è ricordata negli ultimi giorni di avere un buon 30% di Juventus (diretto o indiretto) nella proprietà cominciando (o meglio ritornando) a leccare il deretano anche alla seconda squadra di Torino. Avevamo fornito le copertine dopo il passaggio del turno di Milan, Inter e Juventus in coppa Italia con le relative differenze. Solamente nell’ultimo week-end troviamo un titolo per il sorpasso Inter alla Lazio – ve ne ricordate voi di titoli per il Milan che arrivava quarto quando in testa c’era l’Inter? In mezzo le solite leccate alla Juventus ed in particolare ad Andrea Pirlo – non tanto perché simbolo della nuova Juventus quanto per voler farlo passare come un errore di mercato del Milan. La linea è chiara ed è la stessa vista la scorsa stagione col Napoli: vanno bene tutte tranne i rossoneri a cui se proprio dobbiamo esprimere qualche elogio lo faremo solamente a titolo in mano, non un secondo prima.

Numeri alla mano e ricordando che è stato Pirlo come un giuda qualunque ad andarsene via dal Milan, in virtù dei 6,5 a stagione che percepisce a Torino, chiederei a questi signori se i 5 assist che Pirlo in 19 giornate ha fornito alla Juventus sono stati sostituiti bene dai 6 (più un gol) di Alberto Aquilani in 15 giornate o dai 6 gol in stagione di Antonio Nocerino. La matematica non è un’opinione, ma chissà se per i giornalisti (?) della rosea può esserlo. A proposito di copertine ieri si sono viste esultanze per una semifinale di coppa Italia dopo nove anni – erano infatti i tempi di Perugia-Juventus, stagione 2002/03. Ma a passare lì furono gli uomini di Cosmi. Capisco che essendo l’unica coppa disputabile a qualcuno può sembrare di avere contro il Barcellona e sentire la musichetta della Champions al posto dell’inno della Juventus prima della partita – ma fidatevi: noi contro i marziani ci abbiamo giocato, ed era un’altra cosa.

Quel 32% lo sventoleremo a fine stagione!

Di questa Juventus infatti si sono sentite svariate lodi, come se fosse superiore a tutte le altre squadre in Italia – curioso. Curioso perché era consuetudine che la squadra con il miglior gioco fosse poi quella con il miglior attacco del campionato dato che è il gioco che produce poi le occasioni da gol e appunto le stesse finalizzazioni. Andando a vedere la classifica della serie A scopri poi che la tanto decantata Juventus ha un solo punto di vantaggio su quel Milan brutto e vecchio che “vince grazie ai rigori” – insomma non un vantaggio tale da decretare una superiorità netta, quanto frutto di episodi. L’ho detto in tempi non sospetti – un campionato vinto bene è un campionato vinto con 5-6 punti di margine sulla seconda, altrimenti gli errori arbitrali avranno per forza inciso sull’assegnazione del titolo trattandosi di squadre di pari livello. Nella fattispecie la Juventus è attualmente campione d’inverno dati i due punti negati dal signor Mazzoleni a Firenze o – a vostra scelta – dal gioco pallavolistico di Bonucci e Pirlo in Juventus – Cagliari.

Per quanto riguarda la lotta scudetto la Juventus avrà forse un calendario favorevole – considerati 5 scontri diretti su 6 in casa. Ma difficilmente vedremo una squadra correre e giocare così tutta la stagione. Attenti all’Inter che ha la stessa distanza dello scorso anno dopo il girone di andata e – a differenza dei bianconeri – una rosa in grado di impensierirci. Poi per carità, ho sempre detto che quel motivetto ricorrente “il campionato lo vince la più forte” canticchiato come un dogma dalla rosea negli anni di calciopoliana memoria forsse una palla colossale – quindi ci sta anche non vincerlo in questa stagione, ma a meno di cazzate (leggasi Urby trequartista in un derby) non dovrebbe sfuggirsi. A proposito della seconda squadra di Milano – anche Moratti ha passato in settimana il limite della decenza andandosi a lamentare delle telecronache di Beppe Bergomi, colpevole – a suo dire – di aver detto che il gol di Pazzini era in fuorigioco e che il fallo di Lucio era da rigore dopo aver detto la settimana prima che poteva starci annullare il gol di Thiago Motta. Insomma colpevole di aver interpretato correttamente in entrambe le partite i casi da moviola. Saremmo curiosi di sapere se Moratti abbia anche lui sentito chiaramente quel “Un gol prima o poi lo facciamo” del Beppe nazionale durante il derby riferito alla sua Inter o se aveva le orecchie tappate per non sentir dire che stavano giocando male.

La formazione preferita da Guardiola

Nonostante questo stasera a Barcellona va in scena il quinto episodio del “clasico” per quanto riguarda l’annata sportiva 2011/12. Sensazione personale: stasera potremo assistere a qualcosa di epocale, in un senso o nell’altro. Se Mourinho come sembra ha spaccato in due lo spogliatoio vedremo i giocatori del Real passeggiare per il campo (e non solo sulla mano di Messi) facendosi umiliare per far cacciare il tecnico portoghese, se invece quelle critiche erano fasulle potrebbe aver compattato tutto l’organico intorno a se e contro il Barça e riuscire a spuntarla. Il problema del Real Madrid nelle ultime gare è stato più che altro psicologico – si è sfaldato sempre al primo gol preso dopo aver disputato ottimi spezzoni di partita – non ritengo questo Barcellona una squadra eccezionale ma una squadra che con le giuste misure può essere messa in difficoltà come già accaduto nei due nostri scontri diretti contro i catalani nei gironi di Champions. Per la legge dei grandi numeri non essendoci comunque ampio divario tecnico tra le due squadre prima o poi il Real Madrid riuscirà una volta a sopraffarli – e se quella volta fosse proprio stasera? Concludo con un messaggio personale all’ultras catalano Trevisani: le simulazioni del Barcellona a cui assistiamo ad ogni partita, sono così meno scandalose dei pestoni anticalcio del Real?

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.