Galliani, come si esce da un momento del genere? «Scusi ma di quale momento sta parlando? Sento ripetere continuamente dagli organi di informazione che il Milan starebbe attraversando un periodo brutto, pieno di difficoltà. Lo state dicendo voi, non noi. Eppure, se non sbaglio, a inizio stagione ci davate tutti per favoriti»

Sono le parole di Adrianone alla gazzetta di ieri mattina, parole che finalmente spero diano una scossa ad un ambiente massacrato per l’avvio deludente di campionato senza considerare che in queste 5 gare ha avuto a disposizione due volte Ibrahimovic, una volta Boateng e zero volte Robinho, i tre principali artefici dello scorso titolo. C’è qualcosa che non torna – ammesso e non concesso che il gioco al massacro del centrocampo avvenuto in queste settimane sia attendibile.

Il campionato italiano non è un trofeo assoluto, è un trofeo relativo. Ovvero non devi essere “la più forte“, ma devi essere “più forte di. Andando a vedere i centrocampi di Juventus, Inter e Napoli mi pare che non siano messi tanto meglio dei nostri “vecchi, in compenso andando a vedere attacco e difesa non c’è partita a nostro favore. Certo rimangono errori della società – non tanto per un settore che poteva essere rinforzato non con Fabregas o Schweinsteiger che non ci hanno minimamente considerato (mentre altri come Naingolan potevano essere molto utili) quanto per non avere un adeguato ricambio di giovani che potevano essere utili in situazioni di emergenza – mi vengono in mente gli Strasser e i Merkel della scorsa stagione.

Cosa fare per gennaio? Non certo cercare titolari, ma riserve utili. Arriverà giocoforza un extracomunitario (vale la pena di spendere per Ganso?), comunque un trequartista che mi fa sperare che quella di Seedorf sia l’ultima stagione in rossonero. Lo stesso dovrebbe valere per Van Bommel (già a gennaio?) mentre terrei Gattuso e Ambrosini per una ulteriore stagione. Il problema rimane sempre lo stesso: giocatori buoni scappano all’estero per le migliori condizioni fiscali – giocatori inferiori a mio parere non vale la pena comprarli. Non sono della politica di far giocare il giovane perché tale, ma perché se lo merita. Non condivido ad esempio chi due anni fa diceva di far giocare Albertazzi, conosciuto a livello giovanile con il prefisso “quella pippa di…” anziché Favalli, ad esempio seppur il giocatore ex-inter non fosse dei più affidabili. Servono invece tante riserve e una rotazione completa che vadi oltre i 30 giocatori per le tre competizioni, quella che nel Basket si chiamerebbe “rotazione lunga”. E’ altrettanto vero che giudicare la sola mezza squadra vista in campo nell’avvio di stagione è prematuro, un po’ di ottimismo per il futuro non guasterebbe. La sensazione è che tra una sosta ne sapremo molto di più.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.