Una buona, anzi buonissima notizia ha svoltato la giornata. Il Milan sta cercando un terzino sinistro, dopo la scoperta che De Sciglio potrebbe stare fuori più di un mese. Ovviamente la buona notizia non è l’infortunio di De Sciglio, non sia mai, ma una svolta del mercato verso la giusta direzione. Niente Destro, niente Osvaldo, ma solo un buon terzino sinistro.

Sono anni che i tifosi aspettano una mossa in questo senso, soprattutto da quando lo stesso De Sciglio ha dimostrato di NON essere il nuovo Maldini, ma non solo, ha dimostrato di faticare spesso nel raggiungere la sufficienza. Ho già parlato della sorprendente e inesorabile (ai miei occhi) involuzione di De Sciglio e non voglio tornare ora sull’argomento. Per quanto riguarda il sostituto si parla di Siqueira dell’Atletico, non di certo un fenomeno, ma all’apparenza un buon giocatore. Non parliamo di una certezza, visto anche il rendimento di Armero, una rivelazione al Mondiale brasiliano con la sua Colombia e una delusione appena approdato in rossonero, ma almeno il ruolo è quello giusto. Così come giusta mi sembra la decisione di salutare Saponara, forse un po’ sottovalutato e con poche occasioni per dimostrare un talento che secondo me c’è, per lasciare spazio a un “finalmente giovane” Suso.

Dopo l’inquietante prestazione di Zapata in Coppa Italia mi sentirei di chiedere anche un intervento sui centrali di difesa, ma non vorrei esagerare. Mi soffermerei invece sulla tanto discussa partenza di Pazzini, che alla fine dei giochi dovrebbe restare a Milano: con il Sassuolo ha avuto la sua occasione e l’ha sfruttata al meglio, con gol, movimenti senza palla e tiri in porta. Esattamente quello che si chiedeva a lui e a una prima punta in generale. È proprio necessario cambiare? È giusto spendere dai 15 ai 20 milioni di euro per Mattia Destro che, pur essendo un ottimo giocatore, non è quello di cui il Milan ha bisogno? No, io non credo. Io invece credo a Pazzini e a quello che può e vuole dare a questo Milan. Sempre che Inzaghi capisca quanto serva in questo momento giocare con una punta di ruolo, anche se significa fare scelte scomode e lasciare a volte in panchina anche chi non se lo merita. Ma si sa, il bene della squadra prima di tutto. Spiegatelo a Muntari, che con la scenata dopo la sacrosanta sostituzione contro il Torino si è guadagnato per me la panchina a vita.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog