Salamon1 (1)A poche ore dalla chiusura di questo mercato di riparazione invernale possiamo finalmente tirare le somme di quelle che sono state le mosse della società.  Gli ultimi colpi hanno visto la cessione di Acerbi al Chievo, e qui la battuta sui tempi non maturi per una grande squadra è scontata, la cessione della parte di comproprietà di Paloschi sempre ai clivensi, il prestito di Carmona al Saragozza e l’arrivo difensore del Brescia Salamon. Mercato ovviamente monopolizzato dall’arrivo in pompa magna di Mario Balotelli, che ha provveduto a riportare a Milano non solo un giocatore dal talento indiscusso, ma anche quell’entusiasmo, se non tutto almeno una parte, che i tifosi rossoneri avevano smarrito dopo il disastroso mercato estivo. Colpo anche per la bile dei tifosi delle altre “big” che hanno visto in questo modo ridicolizzare il loro mercato fatto di giocatori sul viale del tramonto e di scarti di seconda fascia. Per non parlare poi dei media “schierati” che avevano sempre ridicolizzato l’affare sminuendolo come impossibile visto le note difficoltà economiche. Grasse risate insomma.

L’arrivo di Salamon è sicuramente un acquisto importante in ottica futura data la giovane età e la duttilità del nazionale polacco e bisognava in qualche modo sostituire Acerbi anche se il suo apporto alla squadra, per uno arrivato con il titolo di “successore di Nesta”, è stato veramente scarso. Su Carmona e Paloschi il discorso è identico o poco ci manca: giovani di prospettiva ma s cui non si è deciso di puntare, almeno per il momento, cercando di farli crescere altrove. Dove molto spesso poi restano.

Cosa manca quindi? Sicuramente un innesto per il centrocampo. La gran parte di noi si aspettava il ritorno di Ricardo Kakà, anche perchè le condizioni di partenza per concludere l’affare sembravano esserci tutte, anche se forse i conti sono stati fatti senza il proverbiale oste, in questo caso il sig, Bosco Leite. Ma il ruolo su cui al momento siamo carenti è quello dell‘incontrista, fondamentale per il gioco di Allegri: a sostituire l’infortunato De Jong infatti non bastano Flamini, il cui ingaggio tutt’ora mi lascia perplesso, ed il quasi sempre acciaccato capitan Ambrosini. In questa prospettiva mi sarei “accontentato” anche dell’acquisto, o del prestito, di Nainggolan.

Mercato  invernale quindi tutto sommato sufficiente anche se con delle mancanze che avrebbero reso forse più giustizia all’ aggettivo “riparazione” dopo lo scempio fatto in Agosto. E’ comunque un buon inizio e forse un segnale di rinnovamento finalmente si è dato, bisogna solo sperare che gli investimenti fatti diano i loro frutti. Possibilmente non mele marce.

Posted by Angelo Raffaele Torre

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