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Mentalità

E’ più forte di me, non riesco ad accettarlo.

Non riesco ad accettare questa incomprensibile “protesta degli abbonamenti” che, seppure silenziosa, sta colpendo il Milan da ormai due anni. Meglio precisare: io non sono un curvaiolo, non sono uno da “mentalità ultras” né tantomeno uno che pensa che ci si debba abbonare a prescindere. L’abbonamento è un impegno, annuale, e che ha anche un certo costo. E per impegnarsi, si sa, bisogna essere convinti.

Io sono sempre convinto. Sono convinto già dal fatto che la Domenica a scendere in campo è il mio Milan, e non Berlusconi, Galliani, il progetto, la dirigenza o il mercato. Capisco che possa esserci qualcuno che non è convinto, ma non riesco ad accettare che la mancanza di convinzione sia legata al “mercato non da big”, al “nome” che non arriva o al grande giocatore che dev’essere sacrificato.

Parliamoci chiaro, ci possiamo raccontare tutte le storie del mondo sul perché “non sottoscriverò l’abbonamento” ma la realtà è che se domani il Milan annunciasse Cristiano Ronaldo o Messi, si sfonderebbe quota 50.000 abbonati in mezza giornata.

Tutto questo si scontra con la mia idea di sport e di tifo. Sono convinto che i colori siano ancora più importanti della campagna acquisti. Sono convinto che l’idea di esserci, di essere presente “nella buona e nella cattiva sorte” valga più dell’acquisto del secolo. Perché Sheva, Kaka’ e Nesta passano, mentre noi restiamo sempre lì, su quelle poltroncine luride, in piedi ad ogni azione importante, ad inveire, urlare, agitarsi, guardare nervosamente il tabellone, ridere all’intervallo, esultare, incitare, esaltarsi e deprimersi. Ma sempre lì, accanto alla squadra.

Non è un caso che abbia inserito quest’immagine “forte”. Fa parte della nostra storia, del nostro passato. Ed è un punto di enorme orgoglio, quando 50.000 persone amavano alla follia questi colori anche in Serie B, anche con la Cavese, anche perdendo. E’ impensabile riempire San Siro sono in occasione di quelle cinque, sei partite di cartello annuali: è uno schiaffo al passato ed un pezzo di futuro che si distrugge.

PS: il River Plate è tornato in Primera Divisiòn. Lo stadio era pieno e la gente felice. Niente progetti, niente mercato, solo l’amore per la loro squadra e per la loro storia.

Franko1986
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Blogger rossonero dal 2004. Provo ad unire qui il mio amore per il Milan alla mia passione per la scrittura.
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10 Comments on Mentalità

  1. Questo è un post che caga in testa al concetto di bel post. Più che perfetto, più che magnifico!

    Ma d’altronde chi cazzo si vuole prendere in giro…quelli che chiedono chiarezza e un progetto vogliono solo vincere altrochè..ma che se le dicano da soli davanti allo specchio certe stronzate…la verità è che dopo 26 anni di gloria l’idea di non vincere non la sopportano mica..a chi vogliono far fessi…ma per piacere!

    Questa è la frase che li inchioda: Parliamoci chiaro, ci possiamo raccontare tutte le storie del mondo sul perché “non sottoscriverò l’abbonamento” ma la realtà è che se domani il Milan annunciasse Cristiano Ronaldo o Messi, si sfonderebbe quota 50.000 abbonati in mezza giornata.

    • 26 anni di gloria? La gloria c’era già prima… :roll: non contiamo da quando fa comodo.

      Io non voglio vincere. Io voglio puntare a vincere. E’ diverso. Una società che non supporta la squadra non va supportata e il non supportare una società che lascia di merda la squadra è più amore per i colori che andare a tifarla.

      • Sì, la gloria di una vittoria a decennio e della serie B… pffff

        Comunque se ti interessa puntare a vincere, allora stai tranquillo che sicuramente in Italia proveremo a farlo. La Juve è favorita, beati loro che c’hanno lo stadio, però anche noi eravamo favoriti e poi ci hanno impacchettati. Chissà…

        Per la Champions chissenefrega, non è il nostro turno, ci pensiamo più avanti, non possiamo competere con una questa come il Real che produce soldi quando cacano.

        • Diavolo1990 // 25 giugno 2012 a 19:47 //

          La Juve favorita l’anno prossimo? Non credo proprio. Si gioca tre giorni a settimana e difficilmente avremo un’altra ecatombe.

  2. Ciò detto, io col cazzo che mi abbono.
    Ma non mi abbonerei nemmeno con CR7.

  3. Io credo che questo Milan non scaldi il cuore dei tifosi semplicemente. Non tanto per il non mercato quanto per il non progetto.

    Allegri non lo può più vedere nessuno. Pensare di ripartire da lui e da Ibra che secondo me erano le prime cose da epurare mi butta giù.

    Complessivamente il Milan mi appassiona meno. E’ distante dai miei canoni calcistici e francamente ci sono battaglie che mi entusiasmano di più in questo momento

  4. E Flamini è tornato strisciando a mendicare il rinnovo.. voleva estorcerci vagonate di quattrini sto mangiarane del cazzo.. gli è andata male.

  5. franko nulla da eccepire al tuo secondo post di fila… perfetto…. ma ormai da un po di anni circa dal 94( toh coincidenza dirai!) i tifosi milanisti hanno la puzza sotto al naso, o arriva il campione da copertina oppure siamo scarsi e inutili, e pensare che molti hanno vissuto gli anni 80 tra serie b e decimi posti…. fuori i politicizzati dal milan!!!!!! tifate per della valle o per chi cavolo vi pare!!!!

  6. Discussione molto intelligente. Io ero orgogliosamente tra i cinquantamila di Milan-Cavese ed a differenza di molti ho grande rispetto per quelle due stagioni passate tra i campi cosiddetti minori ed in mezzo a gente che non credeva vero che la squadra di Rivera potesse giocare e competere nel ‘loro’ torneo. Mancava Silvio Berlusconi che provvidenzialmente arrivò. Ma questa è storia recente. Questo Milan merita lo stadio pieno ed è molto triste vedere spazi vuoti nello stadio. Ai miei tempi non sarebbe mai accaduto perchè la partita del Milan era un rito la cui mancata partecipazione era considerata alla stregua di un peccato mortale. Anche in quei travagliati periodi le polemiche arbitrali erano all’ordine del giorno. Tutti i milanisti di vecchia generazione sanno che la seconda retrocessione del Milan fu decisa dal ‘Palazzo’ perché Felice Colombo doveva lasciare il Milan. Zico, che avrebbe potuto vestire il rossonero andò, a vincere nulla, a Udine(mica a Madrid o Barcellona) con tutto il rispetto per i simpaci friulani. Poi venne ‘Attila il flagello del Milan’, Giussy Farina, quasi imposto dal ‘Palazzo’. Anni bui, anni tristi. Ma la fede nel Milan quella non è mai crollata. I bambini a scuola presi in giro perchè milanisti(quasi una razza inferiore) la mentalità di beceri che scambiano lo sport-calcio per un gioco di potere oppure per un ‘proprio’ giocattolo così come faceva una certa famiglia di Torino. Il Milan è più forte di queste meschinità. Il Milan è una fede. Il Milan è la squadra italiana diversa da tutte le altre. Per questo motivo il Milan rappresenta la storia del calcio italiano a livello planetario.
    ps. Siccome vado per rifugi attenti al ‘nemico’ Stéphane Lannoy e quello di Milan- Tottenham è uno di quelli che guarda gli italiani con la puzza sotto il naso!

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